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Navigatori della Polinesia |
Le prime isole abitate, appartenenti al territorio della Polinesia francese, furono le isole Marchesi nel 300 d.C. e le isole della Società nell’800 d.C.
Le prime scoperte europee cominciarono nel 1521, quando l’esploratore portoghese Ferdinando Magellano giunse a Pukapuka, nell’arcipelago Tuamotu. Durante il 18° secolo, furono molti gli esploratori che giunsero fino alle isole polinesiane: l’olandese Jacob Roggeveen che scoprì Bora Bora, il francese Louis Antoine de Boungaville e l’inglese James Cook che giunsero a Tahiti.
Nel corso del 19° secolo la marina francese, per procurarsi degli scali, si insediò nelle isole che costituirono l’Éstablissements français de l’Océanie (EFO), ossia gli Stabilimenti francesi d’Oceania, detti Polinesia francese dal 1957. Oltre alla Nuova Caledonia, il gruppo comprendeva le isole Marchesi, Tahiti, le isole Clipperton, Gambier e Sottovento. Alla fine del secolo, in ciascuna isola o arcipelago, l’amministrazione diretta sostituì il protettorato.
Il 24 marzo 1945 gli abitanti della Polinesia francese divennero cittadini francesi e dal 1959 la Polinesia francese è divenuta territorio d’Oltremare.
Durante gli anni ’60 e ’70 la Francia condusse esperimenti nucleari sull’atollo di Mururoa. Questi test nucleari scatenarono proteste a livello internazionale, soprattutto quando vennero ripresi nel settembre del 1995, in seguito ad una moratoria di tre anni. Gli esperimenti furono sospesi nel gennaio del 1996.
Dal 2004 la Polinesia francese è divenuta una collettività d’oltremare; per questo motivo la sua difesa è assicurata dalla gendarmeria, da reparti francesi dell’Aeronautica, della Marina e dell’Esercito.
Negli ultimi anni gli abitanti locali tentano di raggiungere una propria autonomia e l’indipendenza economica dalla Francia; si tratta di un processo molto graduale, che potrebbe richiedere anche diversi decenni.
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